martedì 31 luglio 2007

Il silenzio agonizzante di un amore impossibile: muoio pensando al tuo sorriso, atto di beatificazione crepuscolare, dinanzi ad un altro lui.


"...Ho deciso di fuggire, perchè consapevole di non poter specchiare il riflesso dell'infinito, del tuo viso d'angelo solitario nella beatitudine celeste della vita tua, sono atterrito, inquieto, ho paura...tremo, piango...: Non potere ornare la tua reggia di rose e lapislazzuli mi incatena sul patibolo dell'avanzata solitaria che blocca i fiati, che non lascia spazio alle parole...Timide muoiono, con la circostanza avversa, fatta mia buona, perenne uscita..."

domenica 29 luglio 2007

Le aguzze delimitazioni dell'esistenza che spazia nell'inconsapevolezza?





TUTTO CALIBRATA: "I VERSI DI TUTTE LE CALIBRATE, DI TUTTE LE PIANE, RECITATI NELLA PIANA PER TUTTI GLI ALFIERI DI TUTTE LE CALIBRATE".


-PRIMO CONTRIBUTO-


- Come nella migliore tradizione, essendo divisi tra l'immortalare immagini su di uno schermo che sostanzialmente non è nostro, e la carambola di elucubrazioni cinte e circoscritte da elzeviri localizzati durante l'avanzata dei vari anfitrioni dell'oggi, non resta che rielaborare ed ancora una volta trasporre quei frammenti che minuziosamente sono stati in un certo qual modo "fusi" al "moto dell'anima" che pellegrina sorride, canta, gioisce, guarda, contempla, ed osserva attraverso la lente dello scetticismo e del comportamento schivo...-


AGUZZE DELIMITAZIONI.


Nel chiarore lunare, ho perso i tuoi occhi,
ed invano tra le nebbie voglio scorgere
la tua mano.

Un tetro albero riflette e delimita i contorni
di quella tua paura. Con lo sguardo che penetra
le nebbie mai stratificate, eccoli.
Eccoli i corvi.
Quasi presenti nell'assenza di un subaffitto
di camere oscurate da persiane distrutte.

Percorrendo marciapiedi di immondizie ed erbacce ,
sfugge la considerazione già desunta e non persa
vicino a pensiline abbandonate e distrutte.
Non una fanciulla attende gli autobus della consuetudine.
Non un bimbo a giocar tra i prati delimitati e sconfinati.
Non un anziano, a rimirar su di una soglia.
Non una coppia dinanzi all'incanto di un rosso tramonto
costellato da brezze di pini di salsedine.
Non una famiglia tra le risa, le luci, i colori, di giostre
di fine estate.
-Non un amore laggiù.- In quel deserto sconfinate distese di nulla.
Qualcuno osserverà nella notte senza luna la vuota culla.

Il cosmo e le ragioni. Si interroga l'effettivo dinanzi all'avanzata.
Il nulla non risparmia i cumuli di rifiuti.
Quella curva da cavalcavia. I tralicci.
Dinanzi ti ritrovi vuote vie.
Eco di un carion. E' questa la vita forse,
che danza con la scura dama?
I cocci di bottiglie. Una muraglia lucida e lunare.
Un boato fatto assurdità e alcool.
Al di là della staccionata mi ritrovo.
Intravedo via Fiumarella.


Danilo Saddi

martedì 24 luglio 2007

Precisazioni sul Progetto: si stende il manto della Soggettiva.

...Sembra difficile, e nel contempo tremendamente triste constatare l'ennesimo fallimento del progetto. La carambola degli anni prende piede, ed ormai non resta che restare atterriti dal silenzio che paradossalmente lascia spazio alle soffocate digressioni, che non rendono senz'altro facile la prosecuzione. Senza ombra di dubbio, è difficile ed insensato cercare una risposta attraverso la scrittura. Attraverso un supporto a cui si è affezzionati, si possono trasporre i propri stati d'animo, le proprie sensazioni, i propri avviluppati e congeniti pensieri, ma di certo non si può cambiare il corso degli eventi. In questi anni è come se avessi preso un impegno. Nei miei confronti, nei confronti di chi davvero tiene a me, nei confronti di chi mi ha seguito in queste peripezie tra un recital, un sodalizio, due risate, ed un ensamble pianificato per far si che il pagliaccio potesse ancora una volta indossare la maschera...piuttosto che gettarla in mare...dove sarebbe stata (forse) solo risucchiata dalle maree o illuminata per un ultima volta da una luminescenza da bagliore lunare.
Purtroppo però il setaccio del tempo e del senso pone i suoi innumerevoli paletti e fa si che ogni cosa irreale, materializzatasi un po per caso, un po per fortuna, un po chissà perchè...scompaia lasciando dietro di se una carambola di eventi che in una fase di quiescenza non fanno altro che riecheggiare tra le "quiete stanze" dell'autoanalisi, e dell'illogicità che convoglia i pensieri verso la regione della tristezza a dir poco infernale. Il mistero si fa spazio. Avvolge ogni anfratto. Ogni pulviscolare pertugio non individuato, per stringere nella sua morsa fatale anche chi aveva paradossalmente deciso di proseguire sorridendo, per non darla vinta a chi lo ha screditato per anni.
Ad ogni modo, la mia non è senz'altro una dipartita. Muore comunque una parte di me. Quella parte di me, che forse piaceva tanto, e che ha fatto sorridere e gioire poche, pochissime persone, che hanno avuto la sensibilità di non infischiarsene del sottoscritto, compatendolo ed aiutandolo. Lo ammetto, non c'è dubbio, a loro non posso far altro che dire "Grazie". Io stesso, in questo momento non riesco ad assemblare i pezzi di un puzzle che probabilmente non finirò mai di comporre, ma cerco semplicemente di rispondere a quell'io che non riesce a darsi pace e che non riesce ad intravedere la luce , anche in quelle regioni sconfinate del vivere in cui è giorno continuamente, e non è possibile intravedere altre regioni d'ombra e buio...
Mi chiedo se riuscirò a prelevare la maschera. Mi chiedo se dovrò scandagliare fondali marini pe ritrovarla.Chissà in quali grotte e cunicoli di trasmigrazione oceanica dovrò cercare e ricercare...Mi chiedo se riuscirò ancora una volta ad indossarla...



lunedì 23 luglio 2007

"Ricomincio dalla Piana..." -Questo progetto è dedicato a te.-



"Ogni pellegrinaggio, ogni trasmigrazione,mentre ci ritroviamo divisi tra anima, cuore, mente, coscienza, lucidità, delirio, realtà, fantasia, o semplice moto esistenziale di inerzia...porta con se un retrogusto di irrazionalità che si invera nel vissuto attraverso la percezione dell'incompiuto.Sono passati molti anni ormai. Le gesta degli alfieri della Calibrata, sono divenute ormai leggenda, e dopo il successo ed il consenso positivo unanime di pubblico e critica per il "Calibrapiana", è giunto il momento di attivarsi ancora una volta per irradiare quelle coagulate esistenze inebriate da vortici di frangenti non apparsi. "Ricominco dalla Piana: questo progetto è dedicato a te".Questo sembra essere il titolo del nuovo tour che vedrà gli alfieri contestualizzati in varie perfomance. In programma molti recital di poesia, e varie escursioni nella Piana di Milazzo.Appuntamento quindi nella Piana di Milazzo, in queste fasi altere ed alterne del tempo che scorre inesorabile...Non disdegno dall'elencarvi le location principali dove avranno luogo gli spettacoli:
Frazioni di Milazzo:
-Scaccia
-Bastione
-S.Marina
-S.Pietro
-S.Marco
...continua...

domenica 22 luglio 2007

E' stato un gran finale: Grazie di cuore a chi segue la scia dell'incanto tra un petalo ed un palcoscenico di stelle, salsedine, e scogliere lunari.


"Ogni attesa porta con se le speranze che, spesso, si schiudono, si auto- immortalano, su uno specchio che paradossalmente non fa altro che riflettere le luminescenze che appaiono più auto-irradiate. L'apoteosi di un delirio fatto atto compiuto ed epopea, dell'avanzata, contro un destino pronto ad infliggerti le sue ferite mortali, prende forma nonostante le circostanze. Il trapezio usurato è stanco di accogliere i suoi saltimbanchi, i suoi pagliacci che in realtà, nel chiaroscuro, tra i bagliori irreali e spettrali di una penombra omerica, non fanno altro che piangere...non fanno altro che sorridere nella disperazione. La ballata macabra d'altronde, setaccia gli ultimi passi. Le convogliate respirazioni che in virtù dei fiati di inerzia, ti seguono come di pari passo, si fanno strada, mentre non resta che il silenzio fatto farsa, tragicommedia, e peccato di natura sacrilega, dinanzi al palcoscenico degli uomini non curanti del fatto che tu esisti. Ogni fanciulla ha dinanzi a se il prprio affastellato ipotalamo di sentimentalismo. Le lacrime al vento, addolcite dai moti e dai sussulti di un treno appena partito, un po asciugate dai topici fazzolettini bianchi, ricordano solo vecchi film. Capolavori della cinematografia, che nel buio di una notte, in cui chissà quale sicario ti aspetta sulla soglia della dichiarazione di esistenzialismo, risplendono facendoti urlare alla luna. ancora adesso mi chiedo il perchè di tutto ciò."

-Colgo l'occasione per ringraziare tutti, ma proprio tutti, quelli che sono stati i protagonisti del Calibrapiana 2007. L'emozione, l'estasi, il fascino del procastinare la pianificazione ed il sussulto, solo perchè la compagnia, lo stare assieme, ci fa proseguire il cammino e ci permette di scacciare gli spettri dell'incertezza e della solitudine , ci hanno permesso di rendere unico questo recital del tempo, della memoria, e di quello che vorremo fosse il nostro futuro. Grazie di cuore e vi auguro di soffiare con impeto ed enfasi sul progetto...-

venerdì 20 luglio 2007

Il silenzio del raggio acquatico: la malinconia



"...Perchè avendoti al mio fianco, si irradia
dinanzi allo sciame cosmico dell'assurdo,
un senso di estasi lunare che convoglia i deliri verso
l'avanzata, dinanzi alle soglie di memorie ormai tangibili,
di un cimitero di campagne e sterpaglie?

Perchè avendoti al mio fianco, si irradia il calore
di mondi sconosciuti, di albe non contemplate
in due, di risacche la cui melodia risuona all'unisono,
di gradini che segnano l'ideogramma avviluppato?

Perchè avendoti al mio fianco, percepisco la paura,
che strazia le mie ore d'aria serali, piangendo dentro,
fingendomi buffone?

Perchè avendoti al mio fianco, la malinconia ti avvolge
attanagliando lo sfogo di un pianto di un innamorato notturno,
solo.
...Solo come un fuggitivo che ha perso la meta, lasciandosi
alle spalle la cancellata del carcere...
...Solo come un idiota che ride, cantando a squarciagola
senza ubriacarsi...

Perchè avendoti al mio fianco, apro e chiudo la soglia immobile
del camerino, osservando trasognato l'abito
di clown che indosso per ogni progetto, per
il semplice vivere, attingendo dal tuo sorriso che impaurisce
l'avanzata delle belve del male, nella zona antistante
il giaciglio di gladioli e petunie?

Perchè avendoti al mio fianco, sento la morte più vicina,
anche dinanzi alle essenze che indirizzano il naufrago oltre
il costipato nosocomio?
L'oscuro personaggio intanto, nel tetro di un divenire,
si materializza nella pianura blindata,
a ridosso della via infuocata, di quella via si...di via carrubbaro."


giovedì 19 luglio 2007

Commistione di scritti organici e disorganici.


"La sciara di fuoco incalza: solo i binari morti e le spiagge da plenilunio in contrasto"

di Danilo Saddi

(...)Per certi aspetti la crisalide degli attimi lascia spazio all'incompiuto che, multiforme sfida le barriere del parcellizato ormai nel contempo, cristallizzato.Le sequenze evocative di piani della memoria scenica si intersecano in coaguli, che sanno di fiato di vita. L'introspezione effimera di consensi inesistenti, non oltrepassa il non senso, anche quando il sole di attimi d'eterno si traspone in mondi di celluloide.(...) Le logge dei sapienti, risplendono in quel contraddittorio peregrinar languido. Le sterpaglie d'altronde sono i detrattori di quei vuoti rubati al silenzio.Non c'era nulla di veritiero in quelle menzogne che balenarono tangibili nel sottopalco.Le comparse ormai immortalate contemplano il limite.Quel muro di cinta suddivide il tutto, se non il girato stesso, in sequenze che sanno tanto di amarcord di film muti di un'altra realtà d'america.Ci sentiamo tutti un pò saltimbanchi.Lo scambio di opinioni si fonde col silenzio che sa di puzza e tanfo di antichi convogli vissuti.Eccola dinanzi all'esito perentorio, la profezia di pulcinella.La sensibilità e la pietà camminano fianco a fianco, lungo quel marciapiede...piano-sequenza ideale di storie che in realtà non esistono.Ci si chiede effettivamente, cosa di viscerale vi sia in quel ripiego che ormai diviene mistificato e sterile di giudizi e commenti di consueutudine.(...)L'avventura di anni di Calibrata, enuclea in se ciò che non è contestualizzabile nell'humus di orizzonti che non esistono.Il profano e la religione stessa, fatta di preghiere all'unanimità rispetto ad evanescenze mortali o immortali, operano quasi dotate di azione propria in funzione di specchi riflessi.La stessa nebulosa- che è per noi origine, evoluzione, vita, morte, destino, caso, intervento, festa, farsa, bagliore, ragnatela esistenziale, gabbia, ripiego, inganno, sortilegio, alchimia ...- assume forme indefinite in evoluzioni congenite.Lo stesso marasma da fase primigenia ed archetipica, tinteggia la consapevolezza, che sospinta da impotenti lassi di tempo si ritrova lì. Fedele compagnia di tutte quelle albe che si scorgono forse...si scrutano...(...)Le storie che si fondono alla miscellanea di congenite alienazioni, balenano nell'impulso, nell'urgenza di un richiamo ad alte sfere dell'arte.Probabilmente le nuvole della mistificazione incedono in contemporanea al passo furtivo, di chi ha capito il segreto ma sorride dinanzi alla palude ed al suo sparviero.Son proprio le delimitazioni di quei focolari ricreati, a barricare l'individuo in quel claustrofobico ben vissuto dramma, da consenziente.
D'altronde ciò che non lascia spazio alle illuminazioni di sogno è la stessa scelta.Casuale, concreta, inesistente ed indefinita che sia.Tutto si perde e la logica stessa rivive di sprazzi inesorabili.I lontani echi che non ci appartengono, riescono ad eludere solo la visione riflessiva di vagabondi cani.(...)Come concretizzare?Come attorniarsi di crepuscolari /eterogenee riflessioni quando una via è chiusa al transito esistenziale?Così come -Il candore- apre i varchi di possibilità immonde, i bagni che rivivono in incontri da soprannaturale, appaiono vuoti e deserti.Le distese sconfinate in regioni solo immaginate, scorgono viandanti che ad un pensiero mirano.-La sera di brina,- non da spazio al lamento onniscente e silenzioso.(...)Le avvilupate trasposizioni immortalano solo quelle sequenze che l'anima errabonda traspone dinanzi ad un libro.Le labbra permettono al flusso dell'anima di concepire lo stesso sogno fatto romanticismo.(...)Le illusioni non fanno altro che costellare l'universo ormai saturo. Nuove costellazioni si scrutano. Il sogno d'amore ci fa compagnia.(...) Lo si scorge ai quattro angoli del mondo che nel suo multiforme gioco di illogicità fatto incanto, conclude il suo giro di valzer con tanto di piroetta e piano americano su una coppia di amanti da favola.Le comparse non esistono...Eppure ce le ritroviamo accanto quasi come compagni immaginari che nella penombra di un carcere, scorgono quei pensieri che rendono vero ciò che non esisterà mai.I copioni teatrali ed i mondi filmici danno un senso a tutto.Il gas è quel non so che di effimero ed onnipresente che nel piano metaforico si scorge puntando gli occhi alla luna, ed a quella strada battuta da folle e pellegrini, quando un aguzzo cancello spicca al di sotto di tetre notti. (...)Eco di presenze i fuggiaschi pipistrelli.Il cavalcavia in effetti è il luogo magico dove nel degrado scorgi ciò che l'imondo riesce spesso a mistificare.Le periferie sono i centri operativi di quella vicenda esistenziale che ritrova in quei luoghi deputati l'origine di tutto ciò che è: il senso lirico dell'evocativo.Le gabbie fanno parte delle nostre esistenze. Spesso non ce ne rendiamo conto, ma imprigioniamo la trasposizione, facendone tragedia da suicidio per altri.Il silenzio ha una duplice finalità in questa storia.Da una parte, lascia spazio all'incompiuto, ed alla forse calibrata nostalgia di mondi fanciulleschi.(...) Dall'altra può mettere in crisi chi è solo ma cerca sempre di porsi positivamente dinanzi all'oggi che a quanto pare, è.Le allegorie, in funzione dei miei studi umanistici, rivivono in quelle pagine che al di sotto di neon stilizzati di cultura danno spazio al trasposto onnipresente.Le principesche vicende si inverano così come i bruchi della frutta ricercata riescono ad attanagliare chi vuol fuggire.Una figura femminile d'altronde è al centro dell'architettura narrativa, di quel nucleo tematico, che solo pochi eletti riusciranno a scorgere in questa mia storia che vien spesso considerata, da quei compagni d'avventura che aspettano un mio ritorno.Le colombe irradiano il giorno in quei cieli tangibili.Il solco è proprio ben delimitato.(...) La dimensione è al di sopra ci ciò che rendiamo alternativo e come
forse...un ripiego.Il volo dei gabbiani ci induce a riflettere in concomitanza con la leggiadria che alle volte ci accompagna. La distesa lunare che fluttua nello specchio marino è il senso stesso delle correlazioni col progetto.Il fiume è un immagine. E' il senso stesso delle nostre pianificazioni che si scontrano con lui: Il tempo.Il piano sequenza riesce ad esser parte integrante del mondo di celluloide che è la nostra vita. Non siamo ad Hollywood però, ed i cachè miliardari sono per i divi.La sceneggiatura da forse un senso a ciò che presentiamo al pubblico che non paga.Peccato che le spiegazioni non siano state date.L'amore vuol esistere quando una principessa od un principe percorrono la strada del sole, in concomitanza
con la visione dell'orizzonte.Il ponte di un romanzo è proprio quello che rotrovi in una periferia evocativa...matrice, origine, incanto, senso, poesia,filosofia di tutto ciò che crei.(...)La ragazza è il soggetto che cerchi anche quando sei attorniato da consuetudini e da visi ben troppo noti.L'amore per l'arte è ciò che ti insegna una dama, assorta nei suoi corridoi. In chissà quale pergamena trova spazio questa vicenda. Le maree sono la componente di una ben più ampia distesa che racchiude buona parte, se non quasi tutta la verità.Il drive in, lo vedi spesso in tv. In quei film americani che spesso entrano in gioco.Una tenda fluttuante e la spinta verso il notturno mondo che è.Le Orchidee selvatiche e la malva notturna invece, si scorgono si in vari luoghi deputati, ma nel mondo
sstesso che scaturisce all'evocativo. Il bambino è la speranza. La concretezza di aver vinto quella guerra che è tale solo per chi l'ha vissuta. Il fantasma è quella presenza tetra che spesso incontri nell'oscurità avviluppata di drammi mentali soprattutto. Lo scrutare in maniera sovversiva il rigagnolo dell'inutile vita fonde i pianti sommessi con le malinconie palesate da un volo di rondine al mattino, dopo una notte passata tra il candelabro e la signora Vergogna. Le memorie classiche sono la chiave di lettura di quelle poesie che rientrano nell'ambito del progetto. La risacca del mare cancella i ricordi. Ne traspone altri. Scuote i sassi. Ascoltare significa operare una cernita rispetto al count-down.Ogni attore celebra i propri riti secondo la drammaturgia che si mistifica rispetto alla sorda risatta, fatta
apoteosi di un suicidio meditato ma non inveratosi. L'algoritmo, è lo scevro trattato di un'odissea fatta tua. Solo le barche arse dalle salsedini non rimosse dai venti di fuoco dinanzi a noi??D'altronde ogni sparizione, ci ha abituati a ritrovare i lampi di fuoco e le sospinte essenze di salsedine
proprio nella piana, dove ogni gesto rammenta l stesso rammarico dell'aver vissuto il vissuto.Cerchiamo di identificare il cadavere ormai galleggiante. Il codice binario non si decifra, e solo e lamiere tappezzate di consuetudine fatta procastinabile divergenza/assenza, danno spazio ad un volo d'asfalto.Lui è tutto. E' l'importanza stessa di esserci. Di far parte di quella macchina organizzativa che in questi anni ha dato vita al progetto dei progetti.(...) Si fonde ogni respiro con la dea dell'irreale che ci accompagna verso le regioni remote ma non note agli occhi dell'incredulo che spesso è vittima dell'assassino di nome disincanto(...)

- Ho trasposto alcune mie riflessioni su quelle che attraverso la lente del biografico, considero come "nuclei tematici", o "figure retoriche" o "allegorie" fatte visione. Ho disdegnato di allegare questa sorta di "saggio introspettivo" nell'interezza. Ai fini del progetto ho enucleato solo i nodi cruciali.-